Ue, proposto il rinnovo delle importazioni senza dazi dall’Ucraina

Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La Commissione europea ha proposto di estendere fino al 2025 il commercio senza dazi doganali con Ucraina e Moldova, ma con un meccanismo di tutela per i produttori agricoli europei

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Se uno o più Stati membri dovessero trovarsi di fronte a un’eccedenza di prodotti agricoli ucraini, la Commissione potrebbe limitare o vietare totalmente la vendita e lo stoccaggio di questi prodotti all’interno del Paese interessato. Le cosiddette “misure correttive” dovranno essere supportate da prove economiche da parte del Paese interessato.

Un “freno di emergenza” in caso di importazioni eccessive

Inoltre, la Commissione ha proposto un cosiddetto “freno di emergenza” per tenere sotto controllo alcuni prodotti alimentari provenienti dall’Ucraina, come pollame, uova e zucchero. Se i volumi delle importazioni supereranno i livelli registrati nel 2022 e nel 2023 verranno reintrodotte le tariffe doganali precedenti alla guerra.

Margaritis Schinas, uno dei vicepresidenti della Commissione, sostiene che il nuovo regime proposto punta all’equilibrio tra il sostegno all’Ucraina e le preoccupazioni sollevate dagli agricoltori nei Paesi dell’Est Europa.

“Sebbene il nostro monitoraggio non abbia evidenziato effetti negativi sul mercato dell’Ue nel suo complesso, siamo consapevoli che queste importazioni ucraine possono avere effetti negativi localizzati”.

Anche se la decisione finale di limitare il commercio e imporre tariffe spetterà alla Commissione, gli Stati membri avranno un ruolo maggiore nel processo e potranno presentare raccomandazioni e consigli, ha aggiunto Schinas.

Il crescente movimento di protesta degli agricoltori in tutta Europa potrebbe aver influenzato la proposta legislativa, anche se Schinas rifiuta una relazione diretta, pur esprimendo il “massimo rispetto” per i manifestanti: “Gli agricoltori europei sanno di non avere un alleato migliore della Commissione europea per salvaguardare il loro reddito”.

Toccherà ora a Consiglio e Parlamento europeo valutare la proposta: l’attuale regime di esenzione dai dazi doganali è valido fino a giugno 2024 per l’Ucraina e a luglio per la Moldova.

La lunga saga dei cereali ucraini

L’Ucraina è uno dei principali esportatori al mondo di prodotti come olio di girasole, orzo, mais e grano. Ma la guerra russa e il conseguente blocco dei porti del Mar Nero hanno gravemente ostacolato la capacità del Paese di esportare le proprie merci e incassarne i proventi.

A giugno 2022, dunque, la Commissione europea ha eliminato tutte le tariffe sulle importazioni ucraine, ma il regime di libero scambio ha portato a un aumento massiccio delle importazioni nei Paesi dell’Est Europa, scatenando le proteste degli agricoltori locali secondo i quali i prodotti a basso costo facevano crollare i prezzi.

Ad aprile 2023 Polonia, Ungheria e Slovacchia imposero divieti nazionali di importazione su una serie di prodotti agricoli provenienti dall’Ucraina. Romania e Bulgaria avvertirono che avrebbero sfatto lo stesso

Colta alla sprovvista, la Commissione ha reagito denunciando i divieti come inaccettabili, illegali e contrari allo spirito di solidarietà europeo. Un gruppo di 12 Paesi, tra cui Germania, Francia, Paesi Bassi e Belgio, ha dichiarato in una lettera congiunta che l’integrità del mercato unico era in pericolo.

Lo stallo è durato mesi e ha visto molteplici tentativi diplomatici di risolvere la situazione. Ma i divieti non sono mai stati eliminati del tutto, tanto che il governo di Kiev intentò una causa legale contro i tre Paesi presso l’Organizzazione mondiale del commercio.

Attualmente, Polonia, Ungheria e Slovacchia applicano varie restrizioni al consumo e allo stoccaggio di grano e altri prodotti agricoli ucraini, mentre Romania e Bulgaria hanno negoziato un accordo di licenza con Kiev per controllare i flussi.

La Commissione spera che con le salvaguardie offerte dal nuovo regime commerciale, i Paesi dell’Est revochino i divieti unilaterali. Altrimenti, ha avvertito Schinas, saranno avviate azioni legali.

“La Commissione ha ripetutamente chiesto a questi Stati membri di rimuovere le loro misure nazionali: tutte le opzioni rimangono sul tavolo”.

, 2024-01-31 17:02:19