Proteste agricoltori: l’Ue verso la proroga della norma blocca fondi

Continuano le proteste degli agricoltori nell’Unione europea contro le misure di Bruxelles. Dalla Commissione Ue arriva la proposta per la proroga della norma che blocca i fondi se non vengono rispettate le iniziative green. Manifestazioni e blocco del traffico anche in Italia

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Proseguono da giorni le proteste degli agricoltori di tutto il continente europeo che hanno portato in piazza la loro rabbia e la loro preoccupazione contro le misure _green_dell’Unione europea. Occupando strade e piazze con trattori e macchinari agricoli, gli agricoltori hanno manifestando chiedendo una revisione delle regole per accedere ai fondi della Politica agricola europea (Pac).

Giovedì, primo febbraio, è attesa una nuova manifestazione a Bruxelles, mentre i leader europei si incontrano per il vertice straordinari sulla revisione del bilancio e degli aiuti all’Ucraina. Tra i sostenitori della protesta anche il premier ungherese Viktor Orbán e il vicepremier italiano Matteo Salvini, che in un post su X ha criticato la scelta di installare filo spinato davanti alle sedi dell’Ue.

Gli agricoltori contestano le regole dell’Unione europea

Dal 2023 è entrato in vigore la norma che obbliga gli agricoltori europei a lasciare incolto il quattro per cento dei campi per stimolare la biodiversità nei terreni. Una misura fortemente criticata dagli agricoltori francesi e del resto dell’Ue. Sospesa lo scorso anno a causa della crisi energetica, la norma potrebbe essere di nuovo messa in pausa. Mercoledì, 31 gennaio, la Commissione europea ha proposto una nuova deroga e ha anche avanzato l’ipotesi di dare accesso ai fondi se verranno coltivate colture che fissano l’azoto, come lenticchie e piselli, oppure colture a crescita rapida tra una piantagione e l’altra, le cosiddette colture intercalari, purché queste vengano coltivate senza l’uso di pesticidi. La misura dovrà essere discussa dagli Stati membri e, una volta approvata, potrebbe essere applicata retroattivamente a partire dal gennaio 2024.

Manifestazioni da Brescia a Crotone

La marcia dei trattori è arrivata dalla scorsa settimana anche in Italia, molti i blocchi sulle arterie del Paese. Mercoledì gli agricoltori hanno causato il caos al casello autostradale di Brescia creando lunghe code di traffico. Manifestazioni sono state registrate anche nel Milanese e in Calabria, a Reggio Calabria e Crotone.

In Francia novanta arresti durante le proteste degli agricoltori

Mercoledì la polizia francese ha arrestato poco meno di cento persone che hanno fatto irruzione nel principale mercato all’ingrosso della regione di Parigi durante le proteste nazionali degli agricoltori. Gli arresti sono avvenuti mentre convogli di trattori si avvicinavano a Parigi, Lione e altre località chiave. Gli agricoltori francesi affermano che uno dei loro maggiori timori è che le mele cilene, i cereali brasiliani e la carne bovina canadese invadano il mercato europeo, minando così i loro mezzi di sostentamento.

Le critiche agli accordi di libero scambio

Gli agricoltori francesi criticano anche gli accordi di libero scambio, partenariati tra l’Ue e i Paesi esportatori che secondo i sindacati agricoli portano a una concorrenza sleale. Negli ultimi anni l’Ue ha firmato diversi accordi di libero scambio, tutti con l’obiettivo di facilitare la circolazione di beni e servizi. Ma gli agricoltori sostengono che gli accordi non li tutelino abbastanza. **Le proteste sono arrivate anche in Spagna,** dove è forte la critica alle importazioni di prodotti che potrebbero sfavorire gli agricoltori locali. “Ci sono prodotti che entrano nel mercato europeo senza gli stessi requisiti e possono quindi fare concorrenza sleale ai prodotti europei. È qui che sta la concorrenza sleale, e non certo tra gli agricoltori e gli allevatori che sono membri dell’Unione europea”, ha dichiarato Marcos Alarcon, segretario organizzativo dell’Unione dei Piccoli Agricoltori e Allevatori (Upa).

, 2024-02-01 06:36:30