Caso Salis, l’Italia protesta con l’Ungheria: telefonata Meloni-Orban

Ilaria Salis è detenuta in Ungheria da quasi un anno: è apparsa in tribunale a Budapest in catene. Il padre Roberto: “Trattata come un animale e l’Italia non ha fatto niente”. L’ambasciatore a Budapest ha parlato con il ministro della Giustizia ungherese


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Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico martedì pomeriggio con il premier ungherese, Viktor Orban, in cui hanno discusso anche del caso di Ilaria Salis, la 39enne di Milano detenuta da quasi un anno in Ungheria con l’accusa di avere aggredito due militanti di estrema destra. I due dovrebbero incontrarsi anche nel Consiglio dell’Unione Europea in programma giovedì.

“Possiamo soltanto fare delle proteste, l’estradizione non è prevista, perché il reato è stato commesso in Ungheria e deve essere processata lì” ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine di una riunione del governo.

Salis è comparsa lunedì davanti a un tribunale di Budapest con delle manette ai polsi e alle caviglie, accompagnata da una agente che teneva l’estremità di una catena, poi sganciata per fare sedere l’imputata. Le immagini hanno fatto il giro d’Europa e del mondo.

L’Italia ha convocato l’ambasciatore ungherese a Roma per chiedere conto delle condizioni di detenzione di Salis e proporre misure alternative al carcere.

Il segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, ha chiesto al rappresentante dell’Ungheria a Roma che a Ilaria Salis sia accordato “al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea” e “l’accesso alla traduzione in italiano degli atti di accusa e ai video di sorveglianza alla base dell’imputazione, per assicurare un equo processo”.

“Non è accettabile vedere un cittadino italiano trascinato in catene, in una nazione della comunità europea” ha dichiarato lunedì al Tg3 il padre di Ilaria, Roberto Salis, che con i legali ha incontrato martedì l’ambasciatore italiano in Ungheria, Manuel Jacoangeli.

“Per la prima volta c’è un concreto interesse ad appoggiare la nostra richiesta che Ilaria torni a casa e sia liberata. E questo si può realizzare con la misura dei domiciliari in Italia” ha detto l’avvocato Eugenio Losco.

“Il nostro ambasciatore ha chiesto al ministro della Giustizia ungherese di chiedere al procuratore generale di valutare le condizioni di detenzione di Ilaria Salis e di riferirgli a stretto giro. Il ministro lo ha già fatto e aspettiamo una risposta” ha detto martedì il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.

La denuncia di Roberto Salis: “L’Italia non ha fatto nulla per mesi”

“Credo che l’Ambasciata italiana abbia partecipato ad almeno quattro udienze in cui mia figlia è stata portata in queste condizioni davanti al giudice” ha denunciato il padre di Ilaria, durante la trasmissione Agorà di martedì su Rai Tre.

“Non avevamo evidenza del trattamento che stava subendo, fino al 12 ottobre quando mia figlia ha scritto una lettera. Gli unici che lo sapevano, e non hanno detto nulla, sono le persone dell’Ambasciata italiana in Ungheria. Evidentemente in questi undici mesi hanno avuto impegni molto più gravosi” ha aggiunto Salis.

Si tratta di una “violazione delle norme comunitarie” che non è “in sintonia con la nostra civiltà giuridica” ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Le accuse mosse dai media italiani e ungheresi sulle condizioni della detenzione di Ilaria Salis “sono accuse false e l’organizzazione carceraria le respinge con forza” si legge in una nota del servizio statale penitenziario ungherese, che lamenta di non essere stato consultato dai media in merito.

IIaria Salis in catene ai giudici in Ungheria: “Sono innocente”

Nell’udienza di lunedì, durata tre ore, Ilaria Salis è riuscita a sorridere diverse volte. Si è dichiarata innocente e ha lamentato l’impossibilità per lei e per la difesa di visionare le carte giudiziarie. Dovrà resterà in carcere almeno sino alla prossima udienza del 24 maggio.

La donna ha rifiutato il patteggiamento a 11 anni di reclusione offerto dalla procura, che la considera la principale responsabile dell’aggressione in “associazione a delinquere” con gli altri due imputati, due cittadini tedeschi. La pena, così come la custodia cautelare di ormai undici mesi, sembra infatti sproporzionata per un’aggressione che ha causato alla vittime pochi giorni di prognosi.

La questione ha accesso anche il dibattito politico in Italia, con l’opposizione che ha chiesto risposte al governo e alla premier Giorgia Meloni.

Il caso Salis pesa sulla posizione dell’Ungheria nell’Ue

Il commissario alla Giustizia dell’Unione Europea, Didier Reynders, ha fatto sapere che “la Commissione è disponibile ad aiutare nel quadro dei contatti bilaterali tra Italia e Ungheria”.

Il caso Salis deflagra mentre l’Ungheria è al centro dell’attenzione europea per i fondi congelati a causa delle violazioni dello Stato di diritto. Budapest li ha usati come leva per porre un veto agli aiuti che l’Ue da mesi intende trasferire all’Ucraina e per la cui approvazione serve l’unanimità.

Si è fatta l’ipotesi in diverse capitali europee di spingere sulla “clausola di sospensione” prevista dall’articolo 7 del Trattato Ue per togliere il diritto di voto all’Ungheria. Nella sua prossima riunione questa settimana il Consiglio dell’Unione europea discuterà tra l’altro il braccio di ferro in corso tra la Ue e il governo Orban.

, 2024-01-30 20:20:37